Atletica Leggera

Il 1996 era destinato a rimanere per me un anno “nero”, da dimenticare. Tanti sacrifici per allenarmi duro e cercare di conquistare le mie prime Olimpiadi e improvvisamente in un attimo le mie speranze erano svanite. Un incidente d’auto causato da un “pirata” della strada, un brutto colpo di frusta, molti giorni, settimane per ricominciare e il morale a terra. E’ stata in questa occasione che ho conosciuto casualmente Carlo Spillare, il mio istruttore di D.M.&C., non in questa veste bensì in quella di avvocato. Fu proprio lui che capendo la mia prostrazione mi propose di frequentare il corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento, presso l’I.S.I., sezione adulti. Ero dubbiosa perché non ne avevo mai sentito parlare e come sportiva avevo provato altre tecniche di rilassamento ma senza un particolare entusiasmo nell’applicazione però, avevo proprio bisogno di qualcosa che mi aiutasse a risollevare il morale. E così decisi di frequentare il Corso.
Durante il Corso, “costruii la mia bicicletta sulla quale ancora pedalo”, cominciai a capire molte cose del mio comportamento, del mio modo di essere, delle mie paure e soprattutto di come funziona e come la nostra mente ci condiziona se non la sappiamo usare nel modo adeguato. Finalmente ho riconquistato la forma precedente all’incidente, ma soprattutto ho cambiato il mio atteggiamento nei confronti della vita in genere.
Nel mio cammino, mi sono resa conto che il risultato sportivo e benessere personale, vanno di comune accordo e non puoi conquistare il primo se hai ancora dei debiti o crediti in sospeso con la tua persona. Era sì grande la voglia di fare, impegnarmi e buttarmi nella vita, ma piano, piano avevo focalizzato una cosa: nonostante quella che ero, non mi amavo e stimavo abbastanza. In parole povere, anzi “dinamiche”: la mia bottiglia era quasi vuota e anche se razionalmente volevo darne agli altri, non ne avevo a sufficienza. Oggi, quando mi guardo allo specchio, riconosco la donna che vedo, mi piace e sono in pace con lei. Vedo le persone, la natura che mi sta attorno sotto una luce diversa e riesco a comprenderle nella loro unicità. E’ come se improvvisamente mi sentissi più leggera e libera di amare tutto ciò che mi sta attorno.
Dinamica della Mente è fantastica, mi piacerebbe che tutti avessero l’opportunità di conoscerla e mi darò da fare in tal senso. Le tecniche sono chiare, facili e accessibili a chiunque. Dinamica fa in modo di mettere una sonda interna la cui porta la puoi aprire solo tu dall’interno passo dopo passo, con consapevolezza.
Certo questo costa impegno, dedizione e convinzione, ma ne vale veramente la pena e poi senza costanza ed impegno difficilmente nella vita si ottengono risultati e allora rischiamo di diventare una delle tante persone che si sentono fallite o sfortunate e che vegetano dicendosi: “tanto, c’è tempo …”.
Grazie Carlo perché senza la tua fiducia non avrei scoperto questo mio fantastico mondo interiore e soprattutto grazie a Marcello Bonazzola per avermi dato l’opportunità di essere una persona fortunata.

Mara Rosolen, Schio (Vi)

Mara Rosolen, la lanciatrice italiana, ha battuto uno dei più vecchi record italiani di atletica, quello del peso, che durava da oltre venti anni.

(da L’Espresso, 31.8.2000)



Tennis

Uso le tecniche di Dinamica Mentale Base per mantenere uno stato di concentrazione abbastanza alta ed anche per rinforzare il mio fisico e fare in modo che sia sempre al massimo della forza e della salute; infatti con il calo fisico e la stanchezza vengono immediatamente meno la concentrazione e la lucidità mentale.

Anna Benzon, Padova

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L’incontro al quale ho avuto l’opportunità di presenziare era programmato per i ragazzi di fasce di età piuttosto eterogenee per cui ho potuto verificare che il training così come proposto, si presentava come un’esperienza utile particolarmente ai soggetti responsabili sensibili, e non superficiali. Mi sento di poter dire che gli allievi dell’ambiente del tennis così stressati e scaricati di energie nervose in taluni momenti agonistici necessitano di agganci con la Dinamica della Mente.


Prof. Sergio Ceroni, Direttore del Centro Tennis di Tonezza del Cimone

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Si vuole esprimere la propria soddisfazione per la piena riuscita del Corso e ci si augura che i risultati siano più che brillanti, come è già potuto sembrare da un primo rapido esame dei tre giorni passati assieme.

Il Consiglio Direttivo del Circolo Tennis di Scandicci (Fi)


Pallamano


Personalmente ringrazio l’ente, per i tre giorni che mi hanno fatto trascorrere con il gruppo della mia squadra, per gli argomenti trattati, per le sensazioni che mi hanno fatto vivere, per gli Amici che mi hanno fatto scoprire.

Donatella Bregagni, Firenze

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Non posso sapere con certezza se tra un mese la mia attuale e quasi inesistente concentrazione sarà aumentata o se vorrò più bene a me stesso, ma di una cosa sono sicuro: questo Corso è riuscito a risvegliare in me sensazioni da tempo morte e a farmi sentire più mio, a far appartenere il mio corpo più a me stesso. Questo mi rende quindi molto fiducioso per quanto riguarda il raggiungimento dei risultati prefissati.

Stefano Zanobetti, Firenze

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Ho potuto verificare che alcuni giocatori hanno attuato tecniche per concentrarsi, per modificare gesti atletici, per controllare l’emotività, ottenere risultati tangibili, confermati anche dall’allenatore e dalla squadra stessa.. Questo Corso mi ha dato la consapevolezza del lavoro, cioè lavorare innanzitutto, lavorare sodo e senza attendersi una ricompensa, poiché questo è il lavoro e solo il lavoro ce la dà.


Doriano Cinelli, Presidente di società

 


Tiro a Volo

L’esperienza di Dinamica Mentale cui hanno partecipato i nostri atleti ci ha aperto nuove prospettive sia a livello personale che a livello agonistico.

Il Consiglio Direttivo della Società di Tiro a Volo di Montereale, S. Leonardo Valcellina (Pn)


Volo a Vela

Ritengo attraverso questo Corso di aver acquisito la consapevolezza di poter meglio controllare i miei stati di emotività, cosa assai utile non solo nell’attività sportiva.

Vittorio Fontana, Milano

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Dopo il primo impatto anche i più scettici hanno partecipato attivamente al Corso, grazie al vivo e costante interesse che hanno saputo creare i due bravi istruttori, ed alla fine hanno ritenuto che le tecniche acquisite, in particolare quelle relative al rilassamento siano applicabili specificatamente nelle competizioni.


Smilian Cibic, capo missione della nazionale italiana di volo a vela



Pallacanestro


Dinamica della Mente ci ha indicato la via per essere più determinate e più “unite”; rispetto reciproco in ogni situazione, obiettivi personali integrati e valorizzati nel gruppo hanno fatto sì che ognuna di noi uscisse sia come persona che come giocatrice. La crescente fiducia in se stessi ha determinato una maggiore fiducia reciproca permettendoci così di superare i problemi incorsi nei migliori dei modi.


Katia Peruzzo, Vicenza

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Traduzione dall’ inglese
Mi chiamo Taj McWilliams-Franklin.
Ho giocato come professionista di basket in Italia (Famila Schio per 3 anni e Meverin Parma per 1 anno) e negli Stati Uniti (nell’Orlando Miracle e Connecticut Sun nella WNBA).
Ho frequentato i corsi tenuti da Carlo per ridurre il mio livello di stress nella vita quotidiana e, quindi, per diventare una giocatrice di basket migliore.
Dopo il corso, ho iniziato ad applicare le tecniche imparate in aula alla mia vita di giocatrice, di madre di due figli e di moglie.
Le tecniche mi hanno aiutato a concentrare la mia energia interiore e la mia forza per sostenermi ed eliminare lo stress della vita quotidiana. Ho usato le tecniche di rilassamento anche per avere un parto naturale senza supporto di anestetizzanti (gennaio 2003).
Gli insegnamenti di Carlo continuano ad aiutarmi anche oggi, tre anni dopo il Corso. Li uso soprattutto per aiutare mia figlia di 15 anni negli impegni scolastici.
Come atleta professionista, avendo quindi la necessità di essere sempre al massimo, queste tecniche mi hanno aiutato a realizzare il meglio di me stessa da un punto di vista mentale, spirituale, fisico ed emozionale.


Taj McWilliams-Franklin

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Tutto iniziò verso Gennaio, quando mi venne data la possibilità di leggere “TEOREMA”.
Inizialmente ero un po’ titubante, ma incuriosita da quelle pagine, e dopo aver letto le prime righe non potei fare a meno che finire il libro tutto d’un fiato.
Mi immedesimavo completamente nelle parole di Carlo, leggendo le sue esperienze, le sue “difficoltà”, provando a capire il METODO che usava per superare queste difficoltà mi sono chiesta: “Perché non provare?”.
Cosi per un periodo ho provato a fare esattamente quello che faceva Carlo tra le pagine (rilassamento, visualizzazione del quadrato nero e del quadrato bianco ecc.), e sono rimasta impressionata dagli effetti; solo leggendo un libro riuscivo ad avere la mente più libera, ed avendo la mente più libera, anche fisicamente, mi sentivo molto meglio!!
Fino al giorno in cui mi dissero: “Al prossimo raduno ci sarà una sorpresa!”
Arrivai a Rimini, per partecipare al raduno con la nazionale under 20 di basket e ... mi ritrovai faccia a faccia con Carlo! Incredibile! Avrei partecipato ad un corso di Dinamica della Mente con Carlo e sua moglie che, avendo letto TEOREMA, mi sembrava di conoscere già da tempo. Com’è facile immaginare fui completamente coinvolta dal corso. Anche grazie al gruppo che eravamo, fu uno dei raduni più belli e divertenti che, in cinque anni di nazionale, mi fosse mai capitato. Tornando a casa mi resi conto che ero entrata in quell’ albergo a Rimini senza nulla in mano e ci ero uscita con … UNA BICICLETTA!!!
Stava solo a me decidere se usarla o no!!

Alessandra Visconti - nazionale under 20 di pallacanestro femminile


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Due sono i momenti vissuti intensamente con l’esperienza di Dinamica della Mente insieme alle mie giocatrici:
quando la prima volta ci siamo trovati in riunione, e questo non mi capitava da molti anni, ero in un ruolo diverso rispetto al passato, non più giocatore ma allenatore; ho cercato di rivivere il mio passato di giocatore, le mie aspettative, le mie paure, le mie ansie, i miei sogni e sapevo che era la stessa situazione che stavano vivendo le mie giocatrici. Questo ha creato un legame ed un rapporto più profondo al di là della semplice e scontata quotidianità legata alle ore di allenamento; in più c’era la netta percezione che sì stavamo facendo qualcosa per noi individualmente, ma che l’individualità sarebbe sfociata in un discorso di squadra con un’energia devastante nei momenti in cui avremmo dovuto superare le difficoltà che avremmo trovato sul campo. Non è stato un caso se tutte le volte che le avversarie si facevano sotto, la squadra trovava la forza per respingere ogni assalto.
L’altro momento importante sono stati i giorni, tutti, dai quarti di finale fino alla finale, in cui sentivo la pressione di dover ottenere un risultato che per tante volte era sfuggito a Schio.
Meno male che in mio soccorso ci sono stati tanti ma tanti rilassamenti! E devo dire che mai come quest’anno ho vissuto con serenità e lucidità i momenti più concitati; qualcuno avrà una sua tesi, io dico che quando dovevo prendere una decisione mi sembrava di stare così bene come quando sono sulla mia barchetta nella mia scena passiva.
Ciao Carlo è stato proprio bello, in tutto questo c’è molto del tuo; avevi aperto una strada a Reggio Emilia e nonostante siano passati molti anni tutto si è puntualmente riproposto.

Fabio Fossati - allenatore

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Personalmente quello che mi ha spinto ad iniziare questa esperienza è stata la curiosità verso una cosa nuova, so una cosa che potesse aprirmi nuove strade. Credo che non si tratti solo di una cosa legata al rilassamento piuttosto che all’auto-convinzione o a tutte le varie cose che ho sperimentato... la cosa che più mi ha colpito di questa avventura è l’aver compreso al 100% l’importanza e la forza soprattutto della mente; credo che non si possa prescindere da questo; parlo per me, parlo della mia “vita” di normodotata in un mondo (cestistico) leggermente meno normodotato di me…
Credo che al di là delle capacità tecniche o fisiche che un atleta può avere, se non hai la testa, se non hai la convinzione, la determinazione e dei sogni non puoi fare molto... arrivi solo fino a pagina 5 e poi ti fermi... Ho utilizzato la tecnica del colore rosso quasi quotidianamente, nel periodo dei playoff sempre, sentivo un reale beneficio fisico, non so se reale o solo mentale, e non voglio neanche saperlo, ma è stata una cosa che mi ha aiutato in un modo pazzesco...
Ho utilizzato moltissime volte l’auto-immagine… avevo visualizzato moltissime volte la finale, gli ultimi minuti soprattutto... tanto che poi tutto è diventato reale... tante volte mi vedevo in lunetta con 2 tiri liberi pesanti... ed è successo… solo che questa volta ero pronta, la mia testa era pronta, non avevo paura perché già l’avevo vissuta quella esperienza... quindi sono andata là serena... Certo come per tutte le cose devi crederci, crederci e ancora crederci! Iniziare un percorso con la Dinamica della Mente vuoi dire anche guardarsi dentro e non sempre per me è stato facile perché molte volte tocchi dei tasti delicati, che per paura magari avevi nascosto... non puoi fare una cosa simile se inizi pensando che è una cosa stupida o che non serve a niente… devi partire con entusiasmo, con curiosità, con coraggio e devi seguire le onde... allora sì è una cosa che ti può aiutare non solo sotto un punto di vista sportivo ma anche e soprattutto sotto un punto di vista della tua vita...

Betta Moro - giocatrice del Famila Schio

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Carissimi amici di Easy news,

sono Lorenza Arnetoli, una delle ragazze di Carlo, “reduce” dalla vittoria del primo storico Scudetto del Famila basket di Schio. Per prima cosa vorrei dirvi quanto mi sento onorata di poter esprimere il mio pensiero sul vostro giornale e quanto sia ottima la mia opinione sul lavoro di Carlo e di tutto lo staff di Dinamica, che ho avuto il piacere e la gioia di conoscere. La mia esperienza con Dinamica è iniziata in maniera più approfondita negli ultimi tre anni, i tre anni più delicati della mia carriera sportiva. Quando ho sentito parlare per la prima volta di “gestione delle emozioni” in campo, mi sembrava un obiettivo molto difficile da raggiungere, perché la mia istintività andava oltre ai canoni prestabiliti, quindi a volte mi sentivo inadeguata alla situazione che mi si presentava.
Con molto piacere però, mi sono resa conto che sbagliavo. Ho iniziato ad applicare le tecniche di rilassa¬mento e a lavorare sulla mia mente, soprattutto con la mia “cornice bianca” e passo dopo passo ho iniziato a vedere i primi piccoli risultati. Se prima mi vedevo tesa, impacciata, arrabbiata o comunque in difficoltà, ho scoperto che potevo vedermi anche in maniera diversa e trasportare il tutto nella realtà cioè in campo e anche nella vita di tutti i giorni. Adesso sono fiera dei miei progressi, della mia maggiore qualità di rapporto con ciò che mi circonda, con le mie compagne di squadra, con il mio allenatore, con qualsiasi situazione mi si presenta durante una partita. Tutto questo perché il mio è un atteggiamento mentale POSITIVO. E vi dirò di più. Con la cornice bianca” Sono riuscita a modificare anche un gesto tecnico fondamentale del basket: il tiro.
Se prima il mio tiro era con il braccio semipiegato e la mano storta, la mia visualizzazione per correggerlo è stata quella di un tiro con il braccio bello disteso e la mano verso canestro. Dopo aver lavorato con questa visualizzazione il trasferimento nella realtà é stato quasi naturale, quindi ho ottenuto maggiore efficacia e precisione.
Poi molto importante per un atleta, ma non solo, é anche il rilassamento fisico, soprattutto dopo un impegno faticoso o comunque nel momento in cui c’è bisogno di recuperare energie. Siccome nella vita di noi sportivi professionisti l’attività è talmente frenetica che non si trova mai un attimo per recuperare, il rilassamento fisico è un prezioso alleato per scaricare in poco tempo le tensioni e ripartire con della benzina in più nel serbatoio. Sono arrivata alla conclusione che la mia mente può essere il “catalizzatore” del mio fisico.
Mi piacerebbe rilevare anche che mi sono affezionata a certe parti di quest’esperienza. Per esempio, la mia scena passiva. Un posto dove acquisto serenità e mi sento appagata, un luogo solo mio dove sto bene con me stessa che mi dà fiducia. Anche il mio laboratorio non è da meno. Lì dentro mi diverto, scopro cose nuove, imparo a collaborare e costruisco i miei piccoli grandi progressi.
Nel finale di questo campionato ho potuto costatare l’importanza di questo mio allenamento mentale.
Mi sono trovata nella situazione di dover tirare i tre tiri liberi più importanti della stagione. A tre secondi al la fine del tempo regolamentare ero in lunetta, a meno tre. Se realizzavo andavamo ai supplementari, quindi avevamo ancora modo di vincere gara 1 di scudetto, sennò la prima era persa.
In definitiva, ho segnato tutti e tre i tiri e abbiamo poi vinto. Ma la soddisfazione migliore è stata andare in lunetta senza paura, senza il peso della pressione, con l’atteggiamento mentale giusto.
Quindi apprezzo molto questo lavoro che mi dona sicurezza e mi aiuta ad utilizzare maggiormente le capacità della mente.
Ringrazio Carlo di questo regalo e dei suoi insegnamenti, di avermi fatto capire quanto sia importante continuare a sognare per sentirmi viva. Buon allenamento a tutti.

Lory Arnetoli – giocatrice del Famila Schio

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Ho usufruito delle tecniche di Dinamica della Mente anche nella vita di tutti i giorni. Le ho trovate efficaci. Nei play-off non stavo bene per un infortunio ma ho avuto un grosso aiuto da queste tecniche proprio per dare ugualmente il massimo.

Stefania Zanussi, Sedegliano (Udine)

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Carlo,
My thoughts about Theorem: Global village, suitable inhabitants are very positive; my favorite part is the emotional control chapter. I find my self refering back to the book a lot during the season and for life outside of basketball. I knew that the game of basketball is more than 75 percent mental bu after the book I believe it is 90 percent may be more. Ma.Bo. teachings were very useful.
Thank you very much. Much love.

Trad.: Le mie riflessioni su Teorema, Villaggio globale, abitante adeguato sono molto positive; la mia parte preferita è il capitolo sul controllo emozionale. Ho ritrovato me stessa riferendomi al libro molte volte durante la stagione, anche per la vita fuori dalla pallacanestro. Sapevo che il gioco della pallacanestro è più del 75% mentale ma dopo il libro credo che sia il 90%, forse più. Gli insegnamenti di Ma.Bo. sono stati molto utili. Molte grazie. Con tanto amore.

Astou Ndaye - Senegal
Campione d’Italia 2007 con la Phard Napoli

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Allenare potrebbe sembrare una cosa molto semplice se si intende come conoscenza del "libro".
Studiare i fondamentali individuali e di squadra per poi riproporli ai propri allievi è un esercizio possibile a tutti coloro che possiedono il libro.
Per fortuna non è così, la cosa è molto più complicata, perchè se anche chi ti sta di fronte è un allievo plasmabile secondo i tuoi dettami, egli possiede, pur tuttavia, una testa.
Il fatto porta delle complicazioni perchè se una testa l'abbiamo tutti, non ne esiste una uguale all'altra. A parte la morfologia, quello che alberga all'interno è un mondo meraviglioso di cui ognuno ne è indiscusso proprietario e quello che è importante; l'unico a poterne avere accesso. Ebbene l'esplorazione di questo mondo è un limite per chi deve allenare, spesso si trova la chiave del mistero agonistico dei nostri atleti, i freni che ne limitano le prestazioni, il perchè del "se facesse in gara ciò che sa fare in allenamento", o la risposta al "prima o poi si sbloccherà", può fare di più, c'è qualcosa che lo frena etc. etc.
Quante volte abbiamo sperato nella maturazione di nostri atleti, solo aspettando che scattasse una scintilla o per naturale involuzione delle persone. Non basta; le pere cadono quando sono mature, invece le persone con il passare del tempo si chiudono in autodifese sempre più difficili da superare, convincendosi "di essere fatte così" discorso chiuso!
Facendo l'allenatore vanno considerati tre aspetti dell'atleta, il lato tecnico e per quello serve il "libro" da leggere, il lato fisico e per quello ci serviamo del preparatore atletico, il lato mentale e qui si può peccare di presunzione pensando di poter fare da soli, oppure etichettando il giocatore e lasciandolo nel suo "brodo", terza via affidandosi a qualcuno che si sostituisca all'allenatore e nella maggior parte dei casi anche all'atleta. (psicologo?). Serve qualche cosa d'altro che non vada a sostituire il coach e che permetta ai ragazzi di "camminare" con le proprie gambe. Questo mi diceva l'esperienza dopo il fai da te e l'incontro abbastanza disastroso con i professionisti della psicologia.
La scoperta della "dinamica mentale" fu illuminante per molti aspetti; il più importante è il rispetto dell'individualità del soggetto in causa.
Nessuno "ruba" niente a nessuno, ognuno rimane con il proprio conscio ed inconscio inviolato ma, nello stesso tempo, si sente venire a galla la parte più profonda e vulnerabile di se stesso senza doverla dividere con nessuno.
A questo punto del viaggio la Dinamica Mentale ti dice che non ti devi vergognare, che tu puoi essere come vorresti essere e cosa ancora più straordinaria ti insegna cosa e come devi fare. Ogni individuo ha le chiavi della propria mente e vuole essere il solo ad usarle e la dinamica mentale ti offre la possibilità di essere il dottore di te stesso.
Partecipando al corso e seguendo la partecipazione della mie giocatrici, dopo il primo impatto, la più grande sorpresa fu proprio scoprire il grado di partecipazione delle ragazze. Mi spiego: nessuna di loro aveva chiesto di partecipare e nessuna di loro sapeva cosa sarebbe successo durante il corso. Una volta scoperto che nessuno voleva "rubare" loro qualcosa, ecco fiorire in loro la curiosità verso le soluzioni per i problemi che nessuno di loro vuol ammettere ma che tutte sentono di avere. Questo mi diede la conferma della necessità di dover fare qualcosa per le loro fragilità e che quel qualcosa lo stavamo facendo ed era la strada giusta.
Tutti noi abbiamo "il lato oscuro" sul quale vorremmo fare chiarezza, ebbene io con le mie ragazze del gruppo dell'under 20, abbiamo appurato che la dinamica mentale è una ginnastica che allena la mente e da dei risultati straordinari, il merito di ciò che si ottiene è solo da attribuire alla costanza ed all'applicazione di tale"ginnastica". Il corso ti fornisce uno strumento per combattere e vincere le tue paure, lo strumento è tuo se lo vuoi usare il corso ti insegna come farlo altrimenti lo puoi riporre in una parte della tua mente e riprenderlo quando vuoi, oppure lascialo lì ed è questo che funziona.

GIANNI LAMBRUSCHI allenatore nazionale A e under 20 femminile di pallacanestro

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Golf

Da quando pedalo, la "bicicletta" che i corsi di Dinamica della Mente mi hanno regalato, è migliorato il mio modo di insegnare a giocare a Golf e così anche il mio gioco stesso.
Appena ho qualche necessità particolare o semplicemente voglia, la prendo e la ripedalo ed è veramente sorprendente dove sono arrivato con lei e dove mi può ancora portare. E' uno strumento davvero importante che consiglio a tutti di provare almeno per una volta.


Niccolò Bisazza, Golf Professional

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Campione d’Italia! - Federico Bisazza, professionista di golf 16.10.2004



Dalle Istituzioni


Ci pregiamo trasmettervi la nostra piena soddisfazione per l’iniziativa in oggetto alla quale possiamo aggiungere anche quella di tutti i tecnici partecipanti. Il Corso è stato particolarmente apprezzato e per le modalità di approccio dei singoli docenti e per la semplicità con cui le tecniche sono state proposte. I tecnici sportivi presenti hanno senz’altro compreso l’importanza del controllo della mente per aiutare il corpo a prestazioni migliori; ciò potrà fornire agli allievi loro affidati una migliore e completa assistenza tecnica.

I Responsabili della Delegazione Regionale C.O.N.I. della Liguria


Pallavolo

A seguito della nostra partecipazione con le nostre squadre di pallavolo serie C, under 17 e under 15 al Vostro Corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento, vorremmo complimentarci per la vostra serietà e professionalità. Un ringraziamento particolare al sig. Beggiato e ai Vostri Istruttori sig. Spillare Carlo e sig.ra Rosolen Mara. Vi farà senz’altro piacere sapere che sia gli allenatori, le atlete e anche i genitori sono rimasti molto soddisfatti di tale esperienza, e che con la nostra squadra principale iniziamo ad avere dei riscontri positivi.
RingraziandoVi ancora, cordialmente Vi salutiamo.


Associazione Sportiva Virtus Chiavazza di Biella
Il Presidente
Tommasi Fernando

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Il mio commento sulla Dinamica della Mente che abbiamo fatto con la squadra della Virtus Chiavazza quest’anno è altamente positivo; personalmente mi ha rinforzato alcuni concetti che avevo già dopo tanti anni di esperienza con lo sport e la pallavolo, parlando soprattutto del rilassamento e della positività per migliorare la prestazione in campo.
Un ringraziamento particolare a Maurizio per la disponibilità con le ragazze, e lo stesso a Carlo Spillare, perché mi è piaciuto molto il corso prima di iniziare il campionato con la squadra.
Un grande abbraccio.

Carlos – allenatore della Virtus Chiavazza

 

Calcio

Ho trovato estremamente interessante il vostro corso.
Infatti, visti i ritmi vertiginosi che la nostra vita ci crea, incominciando già dall’età giovanile e provocandoci stress, ansie e incertezze, credo che un adeguato rilassamento fisico e mentale riesca a farci pro¬durre buoni risultati sia in campo sportivo agonistico, che in quello scolastico e quotidiano.
Grazie e un caloroso saluto.

Daniele Magri, allenatore della squadra di calcio giovanile del C.S. Agostino (Ferrara)

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S. Agostino, Gennaio 2005
Gentilissimi Carlo e Patrizia, sono Alberto del centro di Ferrara e desidero da tempo scrivervi per rendervi noti alcuni miei pensieri.
Innanzi tutto mi viene in mente il libro Meravigliarsi per crescere che mi ha regalato Sara e grazie al quale ho iniziato il mio percorso con Dinamica Mentale Base.
Penso sia stata una spinta importante che ha dato inizio alla mia crescita come uomo e anche alla mia realizzazione personale.
Essendo uno sportivo mi rivedevo in molte situazioni che Carlo ha descritto nel libro e anche se non sono un professionista, credo che ci siano molte situazioni che riguardano anche i dilettanti.
Penso che dare la possibilità ad una persona di risolvere le difficoltà con le proprie forze sia la cosa più grande che si possa fare.
Credo anche che lo sport sia un grande mezzo educativo di grande aiuto per tutti quei giovani che si sentono un po’ incompresi da una società altamente selettiva... Leggendo il testo di Patrizia e Anna invece oltre ad imparare cose nuove, ho rivalutato molto attentamente ogni mio comportamento durante le sedute di allenamento che svolgo.
Non solo, nel vostro giornale Easy news trovo spesso suggerimenti utili che ho inserito nei miei esercizi di dinamica.
Credo proprio di avere trovato nelle vostre pubblicazioni una fonte a cui poter attingere ogni volta che lo ritengo opportuno, di grande valore morale e pratico... In questi giorni in cui succedono cose tragiche mi sono trovato a riflettere e da alcuni pensieri ho ricavato che fosse giusto fare sapere alle persone che apprezziamo … appunto quanto le apprezziamo!!!
Il lavoro che fate penso sia impagabile e metaforicamente lo paragono ad un vivere la fede in maniera concreta.
Termino chiedendovi di ringraziare Mara e Roberto, il corso con i giovanissimi penso sia stato di grande importanza anche perché da questa esperienza ci si può migliorare e creare nuove collaborazioni come mi auguro avvenga in futuro. Con tanta stima e riconoscenza vi faccio i migliori auguri per uno splendido 2005.

Alberto Pompili – S. Agostino (Fe)

 

Rugby

Esperienza della Nazionale Italiana Under 17 di Rugby

L’aspetto mentale nel rugby ricopre una parte fondamentale della formazione degli atleti di alto livello.
Il rugby, sport per eccellenza per solidarietà, collaborazione è più di altri sport di combattimento ha bisogno di una preparazione mentale non solo vista come forza mentale per superare i propri limiti o il proprio avversario ma che preveda la capacità di mettere il proprio corpo a protezione dell’attrezzo “pallone” o del proprio compagno e penso ai raggruppamenti, dove tante volte, come atleta, ho messo a protezione del mio compagno, il mio corpo.
Oggi ancora di più, gli impegni internazionali vedono i nostri giovani impegnati in attività agonistiche di alto livello ed un tecnico non può fare a meno di curare l’aspetto mentale inteso anche come supporto alla tecnica ed alla tattica, alla concentrazione, alla disciplina ed al rigore, allo sviluppo delle qualità tecniche individuali anche quando non sono nei raduni nazionali, sul recupero energetico psicologico e sul controllo emotivo.

Il livello EMOZIONALE è stato affrontato di pari passo a quello mentale. Noi crediamo che la motivazione, la lucida aggressività, la gestione delle emozioni siano qualità “ALLENABILI” come la forza muscolare. Per far questo abbiamo utilizzato della semplici tecniche di rilassamento e visualizzazione fatte provare ai ragazzi da un allenatore che ha il diploma operatore di supporto psico pedagogico.
Grande attenzione è stata data alla preparazione alle gare, per cercare di farle vivere come momenti importanti di confronto e verifica di crescita individuale e del movimento rugbystico italiano e non come incubi o eventi da “vita o morte”, cercando di dominare le ansie ed eliminare i nervosismi per meglio sfruttare le energie mentali e fisiche ed avere dei giocatori attenti e rispettosi delle regole di gioco e delle soluzioni tattiche impartite.
E’ un dato di fatto che un qualsiasi atleta, in quanto innanzitutto “persona”, è soggetto ad una serie di stimoli fisici, emozionali e mentali. Se questi stimoli non sono tenuti sotto controllo, possono destabilizzare il suo abituale rendimento, “inceppando” quei delicati meccanismi interiori che gli consentono di esprimere al meglio le sue capacità e potenzialità.
Proprio per quanto sopra descritto il nostro programma di sviluppo MENTALE prevedeva una serie di obiettivi che attraverso la consapevolezza delle proprie qualità (autostima), arrivavano alla concentrazione e alla chiarezza dei compiti da svolgere nelle varie situazioni.
La Commissione Tecnica Federale della Federazione Italiana Rugby, iniziando un nuovo ciclo con la Nazionale Under 17, che ha come obiettivo primario il Mondiale Under 19 nel 2006 e la Coppa Europa Under 18 nel 2005, quest’anno, ha iniziato un percorso formativo che per migliorare le qualità dei singoli e del gruppo, attraverso esercizi che sviluppino la:

- Formulazione degli obiettivi (Goal setting)
- Focalizzazione dell'attenzione e concentrazione (Focusing)
- Abilità immaginativa (Imagery)
- Gestione dell'ansia pre-agonistica (tecniche di rilassamento)


Goal setting (Contratto con se stessi)

Il primo passo è stato quello di far vivere questo nuovo approccio con se stessi in modo sereno ed abbiamo chiesto loro come avrebbero voluto sentirsi il giorno della gara.
Abbiamo creato dei gruppi di lavoro, dividendoli per reparti (prima linee, seconde linee, ecc.) nei quali hanno esposto i propri obiettivi, successivamente ne abbiamo discusso insieme. Ne è venuto fuori che tutti avrebbero voluto sentirsi concentrati, lucidi e senza le ansie e la paura di sbagliare, poi ogni reparto in modo specifico ha evidenziato una sensazione specifica ad esempio: i piloni avrebbero voluto essere forti in mischia e negli impatti, le seconde linee sentirsi con le gambe potenti, le terze linee avere tanto fiato da correre per tutta la gara, i mediani essere precisi nei passaggi e scegliere bene gli schemi, i centri essere bravi a riconoscere le combinazioni avversarie e ricordare i propri schemi, le ali e gli estremi sentirsi le gambe potenti e scattanti.
Fatto questo li abbiamo coinvolti a formulare insieme la programmazione dei lavori tecnici e fisici specifici per sentirsi come loro avrebbero voluto, ed ogni “responsabile di livello” tecnico, fisico, mentale ed emozionale ha spiegato ai ragazzi nel dettaglio il proprio progetto, le finalità e gli obiettivi dello stesso. Ogni ragazzo lasciò la stanza con un biglietto dove era pianificato nel dettaglio il periodo che lo attendeva, con vari step di verifica e il “sogno” finale.
Tra una partita ed un’altra abbiamo lavorato al videotape sulle immagini e sugli errori facendo capire che non si voleva accusare nessuno guardando le immagini ma ognuno poteva, riconosciuto il “problema”, migliorare se stesso attraverso allenamenti tecnici, fisici ed “atteggiamenti mentali”.


Immagery (filmato dei placcaggio, passaggio, contatti)


Abbiamo selezionato dei filmati di azioni o situazioni di rugby dove si evidenziavano i principi fondamentali di questo sport (avanzamento, sostegno, continuità, placcaggio ecc.) soprattutto immagini di placcaggi efficaci o duri, altre immagini dove l’attaccante era abile a superare il proprio avversario in velocità o abilità tecnica (finta) li abbiamo associati a musiche molto coinvolgenti.
Abbiamo proposto ai ragazzi queste immagini ripetute e poi abbiamo chiesto loro di visualizzare mentalmente il gesto tecnico visto nel video e associare la loro persona alla situazione tecnica vista in video. Abbiamo chiesto ai ragazzi di dedicare, una volta tornati a casa, la sera prima di addormentarsi cinque minuti alle immagini viste in video e provare ad immaginare di farle contro il Galles o l’Inghilterra.

Focusing (colori, sensazioni, situazioni)

Abbiamo iniziato con delle tecniche di rilassamento classiche come ad esempio di associare dei colori a delle sensazioni, poi abbiamo portato i ragazzi a pensare alla situazione tecnica specifica ed associarla al movimento giusto o alla scelta di gioco migliore (esempio come mi muovo in touche prima di saltare, come spingo in mischia, cosa devo fare in una precisa zona del campo ecc.). Poi abbiamo iniziato l’allenamento con esercizi tecnici che racchiudono la sintesi del lavoro da svolgere (come fare i blocchi in touche, come giocare i 2 contro 1 ecc.) poi siamo entrati nella situazione di gioco tattico da lavorare con ottimi risultati.

I ragazzi mastrarono particolarmente attenti e precisi, abbiamo chiesto loro di pensare alla situazione specifica ed adattare la migliore soluzione (ad esempio dove sono? cosa voglio fare, come la voglio fare, cosa faranno gli avversari, e di conseguenza come mi comporterò?).

Gestione dell’ansia (presa di coscienza, autostima)


Anche per la gestione dell’ansia abbiamo attuato delle tecniche di rilassamento associate ai colori ed alle sensazioni corporee (spalle forti, gambe potenti ecc.) poi abbiamo associato le soluzioni tattiche alle situazioni di gioco per una presa di coscienza migliore delle proprie capacità tecniche e fisiche (auto –immagine).

LE RISPOSTE


I giocatori furono da subito entusiasti della cosa, si sentivano per la prima volta trattati da professionisti, responsabilizzati e coinvolti in un gruppo che aveva obiettivi ambiziosi ma chiaramente espressi e raggiungibili.

Nel tempo alcuni genitori ci hanno informato che i loro figli avevano appeso la loro “promessa” alla testa del proprio letto, nella prima pagina del diario di scuola o nel portafoglio e che li avevano informati che una volta al giorno “visualizzavano” nella loro mente la partita che avrebbero dovuto affrontare (esperienza sintetica).

La partecipazione dei ragazzi è stata entusiasmante, si sono dapprima incuriositi e successivamente appassionati fino a chiederci di effettuare momenti da dedicare al rilassamento ed alla gestione dell’ansia pre-gara, a chiederci le situazioni tecniche di gioco da memorizzare per effettuare esercizi di abilità immaginativa.

Premesso che le esperienze tecniche dei nostri atleti sono notevolmente inferiori a quelle dei giocatori inglesi o gallesi, i risultati sono stati per ora molto soddisfacenti, soprattutto sotto il profilo della disciplina tattica difensiva, dove è molto facile commettere errori e essere sanzionati dagli arbitri, gli atleti si sono comportati davvero bene.

La squadra è scesa in campo sempre serena e consapevole delle proprie capacità, ha imposto il proprio gioco ed il proprio ritmo agli avversari almeno per il primo quarto di gara (non è poco contro i mostri anglosassoni), ha commesso pochissimi falli, rispetto alle gare effettuate dalla squadra da me allenata lo scorso anno (era una Under 19 che ha fatto il Mondiale), i falli sono scesi del 40%, le sanzioni del 55%, in cinque partite abbiamo preso soltanto una sanzione che prevede come penalità la perdita di un giocatore per un tempo limitato di 10 minuti. (per aver calpestato un avversario). Lo scorso anno 6 in 8 gare.

Il gruppo ha sempre risposto con grande forza mentale a momenti difficili come dopo gli infortuni a giocatori importanti come quelli del capitano Cristiano (il capitano per ogni giocatore di rugby non è solo il leader del gruppo ma colui che ha maggiore disponibilità e coraggio) del vice capitano Giorgio e alla seconda linea Duca Natale un giocatore fondamentale del nostro gioco; la squadra a sempre reagito positivamente mantenendo lucidità anche quando ha subito mete, decisioni arbitrali discutibili o provocazioni degli avversari.

Nel match contro l’Inghilterra nei minuti finali del primo tempo, in un momento di disattenzione e disorganizzazione causato da un grave infortunio accorso a Duca Natale ed all’espulsione temporanea di un altro atleta, abbiamo subito 14 punti (su 22 totali), due mete in poco meno di 3 minuti. A dire il vero poteva essere l’inizio del crollo, invece i ragazzi non si sono persi d’animo, hanno preso coscienza e fiducia dei propri mezzi, hanno ripreso ad attaccare e a difendere con ordine ed il secondo tempo è finito con un parziale di 7-3 per noi.

Riteniamo che il nostro lavoro sia stato quello di creare giocatori di alto livello ma sia stato anche quello di formare degli uomini equilibrati in campo e fuori. Ci manca senz’altro il “killer istinct” perché abbiamo attaccato molto senza segnare in egual misura, mentre i nostri avversari al primo errore o distrazione ci hanno punito con dei punti, ma questo è un altro problema, nasce perlopiù da una mancanza di qualità agonistica e tecnica dei nostri campionati.
Uno dei prossimi obiettivi del nostro staff è continuare a lavorare per far migliorare gli atleti tecnicamente, tatticamente, fisicamente e mentalmente associando la migliore soluzione tattica da adottare a seconda del momento e della situazione della gara.

Massimiliano Ruggiero – allenatore della squadra nazionale Under
17 e operatore di supporto psicopedagogico


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E’ stata sicuramente un’esperienza molto positiva perché alcuni problemi di rapporto interpersonale non erano mai stati trattati fino in fondo dai miei compagni e me, e sono convinto che l’uso delle tecniche di Dinamiche della Mente e del Comportamento è stato determinante nel rendimento personale di ogni singolo giocatore dando al gioco di squadra quel qualcosa in più che ci ha permesso di raggiungere il nostro obiettivo, la promozione in serie A1.


Pierre Marchesin, capitano dalla Tarvisium di Treviso

 
 

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