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Atletica Leggera
Il 1996 era destinato a rimanere per me un anno “nero”,
da dimenticare. Tanti sacrifici per allenarmi duro e
cercare di conquistare le mie prime Olimpiadi e improvvisamente
in un attimo le mie speranze erano svanite. Un incidente
d’auto causato da un “pirata” della
strada, un brutto colpo di frusta, molti giorni, settimane
per ricominciare e il morale a terra. E’ stata
in questa occasione che ho conosciuto casualmente Carlo
Spillare, il mio istruttore di D.M.&C., non in questa
veste bensì in quella di avvocato. Fu proprio
lui che capendo la mia prostrazione mi propose di frequentare
il corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento,
presso l’I.S.I., sezione adulti. Ero dubbiosa
perché non ne avevo mai sentito parlare e come
sportiva avevo provato altre tecniche di rilassamento
ma senza un particolare entusiasmo nell’applicazione
però, avevo proprio bisogno di qualcosa che mi
aiutasse a risollevare il morale. E così decisi
di frequentare il Corso.
Durante il Corso, “costruii la mia bicicletta
sulla quale ancora pedalo”, cominciai a capire
molte cose del mio comportamento, del mio modo di essere,
delle mie paure e soprattutto di come funziona e come
la nostra mente ci condiziona se non la sappiamo usare
nel modo adeguato. Finalmente ho riconquistato la forma
precedente all’incidente, ma soprattutto ho cambiato
il mio atteggiamento nei confronti della vita in genere.
Nel mio cammino, mi sono resa conto che il risultato
sportivo e benessere personale, vanno di comune accordo
e non puoi conquistare il primo se hai ancora dei debiti
o crediti in sospeso con la tua persona. Era sì
grande la voglia di fare, impegnarmi e buttarmi nella
vita, ma piano, piano avevo focalizzato una cosa: nonostante
quella che ero, non mi amavo e stimavo abbastanza. In
parole povere, anzi “dinamiche”: la mia
bottiglia era quasi vuota e anche se razionalmente volevo
darne agli altri, non ne avevo a sufficienza. Oggi,
quando mi guardo allo specchio, riconosco la donna che
vedo, mi piace e sono in pace con lei. Vedo le persone,
la natura che mi sta attorno sotto una luce diversa
e riesco a comprenderle nella loro unicità. E’
come se improvvisamente mi sentissi più leggera
e libera di amare tutto ciò che mi sta attorno.
Dinamica della Mente è fantastica, mi piacerebbe
che tutti avessero l’opportunità di conoscerla
e mi darò da fare in tal senso. Le tecniche sono
chiare, facili e accessibili a chiunque. Dinamica fa
in modo di mettere una sonda interna la cui porta la
puoi aprire solo tu dall’interno passo dopo passo,
con consapevolezza.
Certo questo costa impegno, dedizione e convinzione,
ma ne vale veramente la pena e poi senza costanza ed
impegno difficilmente nella vita si ottengono risultati
e allora rischiamo di diventare una delle tante persone
che si sentono fallite o sfortunate e che vegetano dicendosi:
“tanto, c’è tempo …”.
Grazie Carlo perché senza la tua fiducia non
avrei scoperto questo mio fantastico mondo interiore
e soprattutto grazie a Marcello Bonazzola per avermi
dato l’opportunità di essere una persona
fortunata.
Mara Rosolen, la lanciatrice italiana, ha battuto uno
dei più vecchi record italiani di atletica, quello
del peso, che durava da oltre venti anni.
(da L’Espresso, 31.8.2000) |
Tennis
Uso le tecniche di Dinamica Mentale Base per mantenere
uno stato di concentrazione abbastanza alta ed anche per
rinforzare il mio fisico e fare in modo che sia sempre
al massimo della forza e della salute; infatti con il
calo fisico e la stanchezza vengono immediatamente meno
la concentrazione e la lucidità mentale.
***
L’incontro al quale ho avuto l’opportunità
di presenziare era programmato per i ragazzi di fasce
di età piuttosto eterogenee per cui ho potuto
verificare che il training così come proposto,
si presentava come un’esperienza utile particolarmente
ai soggetti responsabili sensibili, e non superficiali.
Mi sento di poter dire che gli allievi dell’ambiente
del tennis così stressati e scaricati di energie
nervose in taluni momenti agonistici necessitano di
agganci con la Dinamica della Mente.
Prof. Sergio Ceroni, Direttore del Centro Tennis
di Tonezza del Cimone
Si vuole esprimere la propria soddisfazione per la piena
riuscita del Corso e ci si augura che i risultati siano
più che brillanti, come è già potuto
sembrare da un primo rapido esame dei tre giorni passati
assieme.
Il Consiglio Direttivo del Circolo Tennis
di Scandicci (Fi)
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Pallamano
Personalmente ringrazio l’ente, per i tre giorni
che mi hanno fatto trascorrere con il gruppo della mia
squadra, per gli argomenti trattati, per le sensazioni
che mi hanno fatto vivere, per gli Amici che mi hanno
fatto scoprire.
Donatella Bregagni, Firenze
|
***
Non posso sapere con certezza se tra un mese la mia
attuale e quasi inesistente concentrazione sarà
aumentata o se vorrò più bene a me stesso,
ma di una cosa sono sicuro: questo Corso è riuscito
a risvegliare in me sensazioni da tempo morte e a farmi
sentire più mio, a far appartenere il mio corpo
più a me stesso. Questo mi rende quindi molto
fiducioso per quanto riguarda il raggiungimento dei
risultati prefissati.
Stefano Zanobetti,
Firenze |
***
Ho potuto verificare che alcuni giocatori hanno attuato
tecniche per concentrarsi, per modificare gesti atletici,
per controllare l’emotività, ottenere risultati
tangibili, confermati anche dall’allenatore e
dalla squadra stessa.. Questo Corso mi ha dato la consapevolezza
del lavoro, cioè lavorare innanzitutto, lavorare
sodo e senza attendersi una ricompensa, poiché
questo è il lavoro e solo il lavoro ce la dà.
Doriano Cinelli, Presidente di società
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Tiro a Volo
L’esperienza di Dinamica Mentale cui hanno partecipato
i nostri atleti ci ha aperto nuove prospettive sia a
livello personale che a livello agonistico.
Il Consiglio
Direttivo della Società di Tiro a Volo
di Montereale, S. Leonardo Valcellina (Pn) |
Volo a Vela
Ritengo attraverso questo Corso di aver acquisito la
consapevolezza di poter meglio controllare i miei stati
di emotività, cosa assai utile non solo nell’attività
sportiva.
***
Dopo il primo impatto anche i più scettici hanno
partecipato attivamente al Corso, grazie al vivo e costante
interesse che hanno saputo creare i due bravi istruttori,
ed alla fine hanno ritenuto che le tecniche acquisite,
in particolare quelle relative al rilassamento siano
applicabili specificatamente nelle competizioni.
Smilian Cibic, capo missione della nazionale
italiana di volo a vela
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Pallacanestro
Dinamica della Mente ci ha indicato la via per essere
più determinate e più “unite”;
rispetto reciproco in ogni situazione, obiettivi personali
integrati e valorizzati nel gruppo hanno fatto sì
che ognuna di noi uscisse sia come persona che come giocatrice.
La crescente fiducia in se stessi ha determinato una maggiore
fiducia reciproca permettendoci così di superare
i problemi incorsi nei migliori dei modi.
Katia Peruzzo, Vicenza
***
Traduzione dall’ inglese
Mi chiamo Taj McWilliams-Franklin.
Ho giocato come professionista di basket in
Italia (Famila Schio per 3 anni e Meverin Parma
per 1 anno) e negli Stati Uniti (nell’Orlando
Miracle e Connecticut Sun nella WNBA).
Ho frequentato i corsi tenuti da Carlo per ridurre
il mio livello di stress nella vita quotidiana
e, quindi, per diventare una giocatrice di basket
migliore.
Dopo il corso, ho iniziato ad applicare le tecniche
imparate in aula alla mia vita di giocatrice,
di madre di due figli e di moglie.
Le tecniche mi hanno aiutato a concentrare la
mia energia interiore e la mia forza per sostenermi
ed eliminare lo stress della vita quotidiana.
Ho usato le tecniche di rilassamento anche per
avere un parto naturale senza supporto di anestetizzanti
(gennaio 2003).
Gli insegnamenti di Carlo continuano ad aiutarmi
anche oggi, tre anni dopo il Corso. Li uso soprattutto
per aiutare mia figlia di 15 anni negli impegni
scolastici.
Come atleta professionista, avendo quindi la
necessità di essere sempre al massimo,
queste tecniche mi hanno aiutato a realizzare
il meglio di me stessa da un punto di vista
mentale, spirituale, fisico ed emozionale.
Taj McWilliams-Franklin
***
Tutto iniziò verso Gennaio, quando mi
venne data la possibilità di leggere
“TEOREMA”.
Inizialmente ero un po’ titubante, ma
incuriosita da quelle pagine, e dopo aver letto
le prime righe non potei fare a meno che finire
il libro tutto d’un fiato.
Mi immedesimavo completamente nelle parole di
Carlo, leggendo le sue esperienze, le sue “difficoltà”,
provando a capire il METODO che usava per superare
queste difficoltà mi sono chiesta: “Perché
non provare?”.
Cosi per un periodo ho provato a fare esattamente
quello che faceva Carlo tra le pagine (rilassamento,
visualizzazione del quadrato nero e del quadrato
bianco ecc.), e sono rimasta impressionata dagli
effetti; solo leggendo un libro riuscivo ad
avere la mente più libera, ed avendo
la mente più libera, anche fisicamente,
mi sentivo molto meglio!!
Fino al giorno in cui mi dissero: “Al
prossimo raduno ci sarà una sorpresa!”
Arrivai a Rimini, per partecipare al raduno
con la nazionale under 20 di basket e ... mi
ritrovai faccia a faccia con Carlo! Incredibile!
Avrei partecipato ad un corso di Dinamica della
Mente con Carlo e sua moglie che, avendo letto
TEOREMA, mi sembrava di conoscere già
da tempo. Com’è facile immaginare
fui completamente coinvolta dal corso. Anche
grazie al gruppo che eravamo, fu uno dei raduni
più belli e divertenti che, in cinque
anni di nazionale, mi fosse mai capitato. Tornando
a casa mi resi conto che ero entrata in quell’
albergo a Rimini senza nulla in mano e ci ero
uscita con … UNA BICICLETTA!!!
Stava solo a me decidere se usarla o no!!
Alessandra Visconti - nazionale under 20
di pallacanestro femminile
***
Due sono i momenti vissuti intensamente
con l’esperienza di Dinamica della Mente
insieme alle mie giocatrici:
quando la prima volta ci siamo trovati in riunione,
e questo non mi capitava da molti anni, ero
in un ruolo diverso rispetto al passato, non
più giocatore ma allenatore; ho cercato
di rivivere il mio passato di giocatore, le
mie aspettative, le mie paure, le mie ansie,
i miei sogni e sapevo che era la stessa situazione
che stavano vivendo le mie giocatrici. Questo
ha creato un legame ed un rapporto più
profondo al di là della semplice e scontata
quotidianità legata alle ore di allenamento;
in più c’era la netta percezione
che sì stavamo facendo qualcosa per noi
individualmente, ma che l’individualità
sarebbe sfociata in un discorso di squadra con
un’energia devastante nei momenti in cui
avremmo dovuto superare le difficoltà
che avremmo trovato sul campo. Non è
stato un caso se tutte le volte che le avversarie
si facevano sotto, la squadra trovava la forza
per respingere ogni assalto.
L’altro momento importante sono stati
i giorni, tutti, dai quarti di finale fino alla
finale, in cui sentivo la pressione di dover
ottenere un risultato che per tante volte era
sfuggito a Schio.
Meno male che in mio soccorso ci sono stati
tanti ma tanti rilassamenti! E devo dire che
mai come quest’anno ho vissuto con serenità
e lucidità i momenti più concitati;
qualcuno avrà una sua tesi, io dico che
quando dovevo prendere una decisione mi sembrava
di stare così bene come quando sono sulla
mia barchetta nella mia scena passiva.
Ciao Carlo è stato proprio bello, in
tutto questo c’è molto del tuo;
avevi aperto una strada a Reggio Emilia e nonostante
siano passati molti anni tutto si è puntualmente
riproposto.
Fabio Fossati - allenatore
***
Personalmente quello che mi ha spinto ad iniziare
questa esperienza è stata la curiosità
verso una cosa nuova, so una cosa che potesse
aprirmi nuove strade. Credo che non si tratti
solo di una cosa legata al rilassamento piuttosto
che all’auto-convinzione o a tutte le
varie cose che ho sperimentato... la cosa che
più mi ha colpito di questa avventura
è l’aver compreso al 100% l’importanza
e la forza soprattutto della mente; credo che
non si possa prescindere da questo; parlo per
me, parlo della mia “vita” di normodotata
in un mondo (cestistico) leggermente meno normodotato
di me…
Credo che al di là delle capacità
tecniche o fisiche che un atleta può
avere, se non hai la testa, se non hai la convinzione,
la determinazione e dei sogni non puoi fare
molto... arrivi solo fino a pagina 5 e poi ti
fermi... Ho utilizzato la tecnica del colore
rosso quasi quotidianamente, nel periodo dei
playoff sempre, sentivo un reale beneficio fisico,
non so se reale o solo mentale, e non voglio
neanche saperlo, ma è stata una cosa
che mi ha aiutato in un modo pazzesco...
Ho utilizzato moltissime volte l’auto-immagine…
avevo visualizzato moltissime volte la finale,
gli ultimi minuti soprattutto... tanto che poi
tutto è diventato reale... tante volte
mi vedevo in lunetta con 2 tiri liberi pesanti...
ed è successo… solo che questa
volta ero pronta, la mia testa era pronta, non
avevo paura perché già l’avevo
vissuta quella esperienza... quindi sono andata
là serena... Certo come per tutte le
cose devi crederci, crederci e ancora crederci!
Iniziare un percorso con la Dinamica della Mente
vuoi dire anche guardarsi dentro e non sempre
per me è stato facile perché molte
volte tocchi dei tasti delicati, che per paura
magari avevi nascosto... non puoi fare una cosa
simile se inizi pensando che è una cosa
stupida o che non serve a niente… devi
partire con entusiasmo, con curiosità,
con coraggio e devi seguire le onde... allora
sì è una cosa che ti può
aiutare non solo sotto un punto di vista sportivo
ma anche e soprattutto sotto un punto di vista
della tua vita...
Betta Moro - giocatrice del Famila Schio
***
Carissimi amici di Easy news,
sono Lorenza Arnetoli, una delle ragazze di
Carlo, “reduce” dalla vittoria del
primo storico Scudetto del Famila basket di
Schio. Per prima cosa vorrei dirvi quanto mi
sento onorata di poter esprimere il mio pensiero
sul vostro giornale e quanto sia ottima la mia
opinione sul lavoro di Carlo e di tutto lo staff
di Dinamica, che ho avuto il piacere e la gioia
di conoscere. La mia esperienza con Dinamica
è iniziata in maniera più approfondita
negli ultimi tre anni, i tre anni più
delicati della mia carriera sportiva. Quando
ho sentito parlare per la prima volta di “gestione
delle emozioni” in campo, mi sembrava
un obiettivo molto difficile da raggiungere,
perché la mia istintività andava
oltre ai canoni prestabiliti, quindi a volte
mi sentivo inadeguata alla situazione che mi
si presentava.
Con molto piacere però, mi sono resa
conto che sbagliavo. Ho iniziato ad applicare
le tecniche di rilassa¬mento e a lavorare
sulla mia mente, soprattutto con la mia “cornice
bianca” e passo dopo passo ho iniziato
a vedere i primi piccoli risultati. Se prima
mi vedevo tesa, impacciata, arrabbiata o comunque
in difficoltà, ho scoperto che potevo
vedermi anche in maniera diversa e trasportare
il tutto nella realtà cioè in
campo e anche nella vita di tutti i giorni.
Adesso sono fiera dei miei progressi, della
mia maggiore qualità di rapporto con
ciò che mi circonda, con le mie compagne
di squadra, con il mio allenatore, con qualsiasi
situazione mi si presenta durante una partita.
Tutto questo perché il mio è un
atteggiamento mentale POSITIVO. E vi dirò
di più. Con la cornice bianca”
Sono riuscita a modificare anche un gesto tecnico
fondamentale del basket: il tiro.
Se prima il mio tiro era con il braccio semipiegato
e la mano storta, la mia visualizzazione per
correggerlo è stata quella di un tiro
con il braccio bello disteso e la mano verso
canestro. Dopo aver lavorato con questa visualizzazione
il trasferimento nella realtà é
stato quasi naturale, quindi ho ottenuto maggiore
efficacia e precisione.
Poi molto importante per un atleta, ma non solo,
é anche il rilassamento fisico, soprattutto
dopo un impegno faticoso o comunque nel momento
in cui c’è bisogno di recuperare
energie. Siccome nella vita di noi sportivi
professionisti l’attività è
talmente frenetica che non si trova mai un attimo
per recuperare, il rilassamento fisico è
un prezioso alleato per scaricare in poco tempo
le tensioni e ripartire con della benzina in
più nel serbatoio. Sono arrivata alla
conclusione che la mia mente può essere
il “catalizzatore” del mio fisico.
Mi piacerebbe rilevare anche che mi sono affezionata
a certe parti di quest’esperienza. Per
esempio, la mia scena passiva. Un posto dove
acquisto serenità e mi sento appagata,
un luogo solo mio dove sto bene con me stessa
che mi dà fiducia. Anche il mio laboratorio
non è da meno. Lì dentro mi diverto,
scopro cose nuove, imparo a collaborare e costruisco
i miei piccoli grandi progressi.
Nel finale di questo campionato ho potuto costatare
l’importanza di questo mio allenamento
mentale.
Mi sono trovata nella situazione di dover tirare
i tre tiri liberi più importanti della
stagione. A tre secondi al la fine del tempo
regolamentare ero in lunetta, a meno tre. Se
realizzavo andavamo ai supplementari, quindi
avevamo ancora modo di vincere gara 1 di scudetto,
sennò la prima era persa.
In definitiva, ho segnato tutti e tre i tiri
e abbiamo poi vinto. Ma la soddisfazione migliore
è stata andare in lunetta senza paura,
senza il peso della pressione, con l’atteggiamento
mentale giusto.
Quindi apprezzo molto questo lavoro che mi dona
sicurezza e mi aiuta ad utilizzare maggiormente
le capacità della mente.
Ringrazio Carlo di questo regalo e dei suoi
insegnamenti, di avermi fatto capire quanto
sia importante continuare a sognare per sentirmi
viva. Buon allenamento a tutti.
Lory Arnetoli – giocatrice del Famila
Schio
***
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Ho usufruito delle tecniche di Dinamica della Mente anche
nella vita di tutti i giorni. Le ho trovate efficaci.
Nei play-off non stavo bene per un infortunio ma ho avuto
un grosso aiuto da queste tecniche proprio per dare ugualmente
il massimo.
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Stefania Zanussi, Sedegliano (Udine)
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Carlo,
My thoughts about Theorem: Global village, suitable
inhabitants are very positive; my favorite part is
the emotional control chapter. I find my self refering
back to the book a lot during the season and for life
outside of basketball. I knew that the game of basketball
is more than 75 percent mental bu after the book I
believe it is 90 percent may be more. Ma.Bo. teachings
were very useful.
Thank you very much. Much love.
Trad.: Le mie riflessioni su Teorema,
Villaggio globale, abitante adeguato sono molto positive;
la mia parte preferita è il capitolo sul controllo
emozionale. Ho ritrovato me stessa riferendomi al
libro molte volte durante la stagione, anche per la
vita fuori dalla pallacanestro. Sapevo che il gioco
della pallacanestro è più del 75% mentale
ma dopo il libro credo che sia il 90%, forse più.
Gli insegnamenti di Ma.Bo. sono stati molto utili.
Molte grazie. Con tanto amore.
Astou Ndaye - Senegal
Campione d’Italia 2007 con la Phard Napoli
***
Allenare potrebbe sembrare una cosa
molto semplice se si intende come conoscenza del "libro".
Studiare i fondamentali individuali e di squadra per
poi riproporli ai propri allievi è un esercizio
possibile a tutti coloro che possiedono il libro.
Per fortuna non è così, la cosa è
molto più complicata, perchè se anche
chi ti sta di fronte è un allievo plasmabile
secondo i tuoi dettami, egli possiede, pur tuttavia,
una testa.
Il fatto porta delle complicazioni perchè se
una testa l'abbiamo tutti, non ne esiste una uguale
all'altra. A parte la morfologia, quello che alberga
all'interno è un mondo meraviglioso di cui
ognuno ne è indiscusso proprietario e quello
che è importante; l'unico a poterne avere accesso.
Ebbene l'esplorazione di questo mondo è un
limite per chi deve allenare, spesso si trova la chiave
del mistero agonistico dei nostri atleti, i freni
che ne limitano le prestazioni, il perchè del
"se facesse in gara ciò che sa fare in
allenamento", o la risposta al "prima o
poi si sbloccherà", può fare di
più, c'è qualcosa che lo frena etc.
etc.
Quante volte abbiamo sperato nella maturazione di
nostri atleti, solo aspettando che scattasse una scintilla
o per naturale involuzione delle persone. Non basta;
le pere cadono quando sono mature, invece le persone
con il passare del tempo si chiudono in autodifese
sempre più difficili da superare, convincendosi
"di essere fatte così" discorso chiuso!
Facendo l'allenatore vanno considerati tre aspetti
dell'atleta, il lato tecnico e per quello serve il
"libro" da leggere, il lato fisico e per
quello ci serviamo del preparatore atletico, il lato
mentale e qui si può peccare di presunzione
pensando di poter fare da soli, oppure etichettando
il giocatore e lasciandolo nel suo "brodo",
terza via affidandosi a qualcuno che si sostituisca
all'allenatore e nella maggior parte dei casi anche
all'atleta. (psicologo?). Serve qualche cosa d'altro
che non vada a sostituire il coach e che permetta
ai ragazzi di "camminare" con le proprie
gambe. Questo mi diceva l'esperienza dopo il fai da
te e l'incontro abbastanza disastroso con i professionisti
della psicologia.
La scoperta della "dinamica mentale" fu
illuminante per molti aspetti; il più importante
è il rispetto dell'individualità del
soggetto in causa.
Nessuno "ruba" niente a nessuno, ognuno
rimane con il proprio conscio ed inconscio inviolato
ma, nello stesso tempo, si sente venire a galla la
parte più profonda e vulnerabile di se stesso
senza doverla dividere con nessuno.
A questo punto del viaggio la Dinamica Mentale ti
dice che non ti devi vergognare, che tu puoi essere
come vorresti essere e cosa ancora più straordinaria
ti insegna cosa e come devi fare. Ogni individuo ha
le chiavi della propria mente e vuole essere il solo
ad usarle e la dinamica mentale ti offre la possibilità
di essere il dottore di te stesso.
Partecipando al corso e seguendo la partecipazione
della mie giocatrici, dopo il primo impatto, la più
grande sorpresa fu proprio scoprire il grado di partecipazione
delle ragazze. Mi spiego: nessuna di loro aveva chiesto
di partecipare e nessuna di loro sapeva cosa sarebbe
successo durante il corso. Una volta scoperto che
nessuno voleva "rubare" loro qualcosa, ecco
fiorire in loro la curiosità verso le soluzioni
per i problemi che nessuno di loro vuol ammettere
ma che tutte sentono di avere. Questo mi diede la
conferma della necessità di dover fare qualcosa
per le loro fragilità e che quel qualcosa lo
stavamo facendo ed era la strada giusta.
Tutti noi abbiamo "il lato oscuro" sul quale
vorremmo fare chiarezza, ebbene io con le mie ragazze
del gruppo dell'under 20, abbiamo appurato che la
dinamica mentale è una ginnastica che allena
la mente e da dei risultati straordinari, il merito
di ciò che si ottiene è solo da attribuire
alla costanza ed all'applicazione di tale"ginnastica".
Il corso ti fornisce uno strumento per combattere
e vincere le tue paure, lo strumento è tuo
se lo vuoi usare il corso ti insegna come farlo altrimenti
lo puoi riporre in una parte della tua mente e riprenderlo
quando vuoi, oppure lascialo lì ed è
questo che funziona.
GIANNI LAMBRUSCHI allenatore nazionale
A e under 20 femminile di pallacanestro
***
Da quando pedalo, la "bicicletta" che i corsi
di Dinamica della Mente mi hanno regalato, è migliorato
il mio modo di insegnare a giocare a Golf e così
anche il mio gioco stesso.
Appena ho qualche necessità particolare o semplicemente
voglia, la prendo e la ripedalo ed è veramente
sorprendente dove sono arrivato con lei e dove mi può
ancora portare. E' uno strumento davvero importante che
consiglio a tutti di provare almeno per una volta.
Niccolò Bisazza, Golf Professional
***
Campione d’Italia! - Federico Bisazza,
professionista di golf 16.10.2004
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Dalle Istituzioni
Ci pregiamo trasmettervi la nostra piena soddisfazione
per l’iniziativa in oggetto alla quale possiamo
aggiungere anche quella di tutti i tecnici partecipanti.
Il Corso è stato particolarmente apprezzato e per
le modalità di approccio dei singoli docenti e
per la semplicità con cui le tecniche sono state
proposte. I tecnici sportivi presenti hanno senz’altro
compreso l’importanza del controllo della mente
per aiutare il corpo a prestazioni migliori; ciò
potrà fornire agli allievi loro affidati una migliore
e completa assistenza tecnica.
I Responsabili
della Delegazione Regionale C.O.N.I. della Liguria
|
Pallavolo
A seguito
della nostra partecipazione con le nostre squadre
di pallavolo serie C, under 17 e under 15 al Vostro
Corso di Dinamiche della Mente e del Comportamento,
vorremmo complimentarci per la vostra serietà
e professionalità. Un ringraziamento particolare
al sig. Beggiato e ai Vostri Istruttori sig. Spillare
Carlo e sig.ra Rosolen Mara. Vi farà senz’altro
piacere sapere che sia gli allenatori, le atlete
e anche i genitori sono rimasti molto soddisfatti
di tale esperienza, e che con la nostra squadra
principale iniziamo ad avere dei riscontri positivi.
RingraziandoVi ancora, cordialmente Vi salutiamo.
|
Associazione
Sportiva Virtus Chiavazza di Biella
Il Presidente
Tommasi Fernando |
***
Il mio commento sulla Dinamica della Mente che abbiamo
fatto con la squadra della Virtus Chiavazza quest’anno
è altamente positivo; personalmente mi ha rinforzato
alcuni concetti che avevo già dopo tanti anni
di esperienza con lo sport e la pallavolo, parlando
soprattutto del rilassamento e della positività
per migliorare la prestazione in campo.
Un ringraziamento particolare a Maurizio per la disponibilità
con le ragazze, e lo stesso a Carlo Spillare, perché
mi è piaciuto molto il corso prima di iniziare
il campionato con la squadra.
Un grande abbraccio.
Carlos – allenatore della Virtus Chiavazza
Calcio
Ho trovato estremamente interessante il vostro corso.
Infatti, visti i ritmi vertiginosi che la nostra vita
ci crea, incominciando già dall’età
giovanile e provocandoci stress, ansie e incertezze,
credo che un adeguato rilassamento fisico e mentale
riesca a farci pro¬durre buoni risultati sia in
campo sportivo agonistico, che in quello scolastico
e quotidiano.
Grazie e un caloroso saluto.
Daniele Magri, allenatore della squadra di calcio
giovanile del C.S. Agostino (Ferrara)
***
S. Agostino, Gennaio 2005
Gentilissimi Carlo e Patrizia, sono Alberto del centro
di Ferrara e desidero da tempo scrivervi per rendervi
noti alcuni miei pensieri.
Innanzi tutto mi viene in mente il libro Meravigliarsi
per crescere che mi ha regalato Sara e grazie al quale
ho iniziato il mio percorso con Dinamica Mentale Base.
Penso sia stata una spinta importante che ha dato inizio
alla mia crescita come uomo e anche alla mia realizzazione
personale.
Essendo uno sportivo mi rivedevo in molte situazioni
che Carlo ha descritto nel libro e anche se non sono
un professionista, credo che ci siano molte situazioni
che riguardano anche i dilettanti.
Penso che dare la possibilità ad una persona
di risolvere le difficoltà con le proprie forze
sia la cosa più grande che si possa fare.
Credo anche che lo sport sia un grande mezzo educativo
di grande aiuto per tutti quei giovani che si sentono
un po’ incompresi da una società altamente
selettiva... Leggendo il testo di Patrizia e Anna invece
oltre ad imparare cose nuove, ho rivalutato molto attentamente
ogni mio comportamento durante le sedute di allenamento
che svolgo.
Non solo, nel vostro giornale Easy news trovo spesso
suggerimenti utili che ho inserito nei miei esercizi
di dinamica.
Credo proprio di avere trovato nelle vostre pubblicazioni
una fonte a cui poter attingere ogni volta che lo ritengo
opportuno, di grande valore morale e pratico... In questi
giorni in cui succedono cose tragiche mi sono trovato
a riflettere e da alcuni pensieri ho ricavato che fosse
giusto fare sapere alle persone che apprezziamo …
appunto quanto le apprezziamo!!!
Il lavoro che fate penso sia impagabile e metaforicamente
lo paragono ad un vivere la fede in maniera concreta.
Termino chiedendovi di ringraziare Mara e Roberto, il
corso con i giovanissimi penso sia stato di grande importanza
anche perché da questa esperienza ci si può
migliorare e creare nuove collaborazioni come mi auguro
avvenga in futuro. Con tanta stima e riconoscenza vi
faccio i migliori auguri per uno splendido 2005.
Alberto Pompili – S. Agostino (Fe)
Rugby
Esperienza della Nazionale Italiana
Under 17 di Rugby
L’aspetto mentale nel rugby ricopre una parte
fondamentale della formazione degli atleti di alto livello.
Il rugby, sport per eccellenza per solidarietà,
collaborazione è più di altri sport di
combattimento ha bisogno di una preparazione mentale
non solo vista come forza mentale per superare i propri
limiti o il proprio avversario ma che preveda la capacità
di mettere il proprio corpo a protezione dell’attrezzo
“pallone” o del proprio compagno e penso
ai raggruppamenti, dove tante volte, come atleta, ho
messo a protezione del mio compagno, il mio corpo.
Oggi ancora di più, gli impegni internazionali
vedono i nostri giovani impegnati in attività
agonistiche di alto livello ed un tecnico non può
fare a meno di curare l’aspetto mentale inteso
anche come supporto alla tecnica ed alla tattica, alla
concentrazione, alla disciplina ed al rigore, allo sviluppo
delle qualità tecniche individuali anche quando
non sono nei raduni nazionali, sul recupero energetico
psicologico e sul controllo emotivo.
Il livello EMOZIONALE è stato affrontato di pari
passo a quello mentale. Noi crediamo che la motivazione,
la lucida aggressività, la gestione delle emozioni
siano qualità “ALLENABILI” come la
forza muscolare. Per far questo abbiamo utilizzato della
semplici tecniche di rilassamento e visualizzazione
fatte provare ai ragazzi da un allenatore che ha il
diploma operatore di supporto psico pedagogico.
Grande attenzione è stata data alla preparazione
alle gare, per cercare di farle vivere come momenti
importanti di confronto e verifica di crescita individuale
e del movimento rugbystico italiano e non come incubi
o eventi da “vita o morte”, cercando di
dominare le ansie ed eliminare i nervosismi per meglio
sfruttare le energie mentali e fisiche ed avere dei
giocatori attenti e rispettosi delle regole di gioco
e delle soluzioni tattiche impartite.
E’ un dato di fatto che un qualsiasi atleta, in
quanto innanzitutto “persona”, è
soggetto ad una serie di stimoli fisici, emozionali
e mentali. Se questi stimoli non sono tenuti sotto controllo,
possono destabilizzare il suo abituale rendimento, “inceppando”
quei delicati meccanismi interiori che gli consentono
di esprimere al meglio le sue capacità e potenzialità.
Proprio per quanto sopra descritto il nostro programma
di sviluppo MENTALE prevedeva una serie di obiettivi
che attraverso la consapevolezza delle proprie qualità
(autostima), arrivavano alla concentrazione e alla chiarezza
dei compiti da svolgere nelle varie situazioni.
La Commissione Tecnica Federale della Federazione Italiana
Rugby, iniziando un nuovo ciclo con la Nazionale Under
17, che ha come obiettivo primario il Mondiale Under
19 nel 2006 e la Coppa Europa Under 18 nel 2005, quest’anno,
ha iniziato un percorso formativo che per migliorare
le qualità dei singoli e del gruppo, attraverso
esercizi che sviluppino la:
- Formulazione degli obiettivi (Goal setting)
- Focalizzazione dell'attenzione e concentrazione (Focusing)
- Abilità immaginativa (Imagery)
- Gestione dell'ansia pre-agonistica (tecniche di rilassamento)
Goal setting (Contratto con se stessi)
Il primo passo è stato quello di far vivere questo
nuovo approccio con se stessi in modo sereno ed abbiamo
chiesto loro come avrebbero voluto sentirsi
il giorno della gara.
Abbiamo creato dei gruppi di lavoro, dividendoli per
reparti (prima linee, seconde linee, ecc.) nei quali
hanno esposto i propri obiettivi, successivamente ne
abbiamo discusso insieme. Ne è venuto fuori che
tutti avrebbero voluto sentirsi concentrati,
lucidi e senza le ansie e la paura di sbagliare,
poi ogni reparto in modo specifico ha evidenziato una
sensazione specifica ad esempio: i piloni avrebbero
voluto essere forti in mischia e negli impatti, le seconde
linee sentirsi con le gambe potenti, le terze linee
avere tanto fiato da correre per tutta la gara, i mediani
essere precisi nei passaggi e scegliere bene gli schemi,
i centri essere bravi a riconoscere le combinazioni
avversarie e ricordare i propri schemi, le ali e gli
estremi sentirsi le gambe potenti e scattanti.
Fatto questo li abbiamo coinvolti a formulare insieme
la programmazione dei lavori tecnici e fisici specifici
per sentirsi come loro avrebbero voluto, ed ogni “responsabile
di livello” tecnico, fisico, mentale ed emozionale
ha spiegato ai ragazzi nel dettaglio il proprio progetto,
le finalità e gli obiettivi dello stesso. Ogni
ragazzo lasciò la stanza con un biglietto dove
era pianificato nel dettaglio il periodo che lo attendeva,
con vari step di verifica e il “sogno” finale.
Tra una partita ed un’altra abbiamo lavorato al
videotape sulle immagini e sugli errori facendo capire
che non si voleva accusare nessuno guardando le immagini
ma ognuno poteva, riconosciuto il “problema”,
migliorare se stesso attraverso allenamenti tecnici,
fisici ed “atteggiamenti mentali”.
Immagery (filmato dei placcaggio, passaggio, contatti)
Abbiamo selezionato dei filmati di azioni o situazioni
di rugby dove si evidenziavano i principi fondamentali
di questo sport (avanzamento, sostegno, continuità,
placcaggio ecc.) soprattutto immagini di placcaggi efficaci
o duri, altre immagini dove l’attaccante era abile
a superare il proprio avversario in velocità
o abilità tecnica (finta) li abbiamo associati
a musiche molto coinvolgenti.
Abbiamo proposto ai ragazzi queste immagini ripetute
e poi abbiamo chiesto loro di visualizzare mentalmente
il gesto tecnico visto nel video e associare la loro
persona alla situazione tecnica vista in video. Abbiamo
chiesto ai ragazzi di dedicare, una volta tornati a
casa, la sera prima di addormentarsi cinque minuti alle
immagini viste in video e provare ad immaginare di farle
contro il Galles o l’Inghilterra.
Focusing (colori, sensazioni, situazioni)
Abbiamo iniziato con delle tecniche di rilassamento
classiche come ad esempio di associare dei colori a
delle sensazioni, poi abbiamo portato i ragazzi a pensare
alla situazione tecnica specifica ed associarla al movimento
giusto o alla scelta di gioco migliore (esempio come
mi muovo in touche prima di saltare, come spingo in
mischia, cosa devo fare in una precisa zona del campo
ecc.). Poi abbiamo iniziato l’allenamento con
esercizi tecnici che racchiudono la sintesi del lavoro
da svolgere (come fare i blocchi in touche, come giocare
i 2 contro 1 ecc.) poi siamo entrati nella situazione
di gioco tattico da lavorare con ottimi risultati.
I ragazzi mastrarono particolarmente attenti e precisi,
abbiamo chiesto loro di pensare alla situazione specifica
ed adattare la migliore soluzione (ad esempio dove sono?
cosa voglio fare, come la voglio fare, cosa faranno
gli avversari, e di conseguenza come mi comporterò?).
Gestione dell’ansia (presa di coscienza, autostima)
Anche per la gestione dell’ansia abbiamo attuato
delle tecniche di rilassamento associate ai colori ed
alle sensazioni corporee (spalle forti, gambe potenti
ecc.) poi abbiamo associato le soluzioni tattiche alle
situazioni di gioco per una presa di coscienza migliore
delle proprie capacità tecniche e fisiche (auto
–immagine).
LE RISPOSTE
I giocatori furono da subito entusiasti della cosa,
si sentivano per la prima volta trattati da professionisti,
responsabilizzati e coinvolti in un gruppo che aveva
obiettivi ambiziosi ma chiaramente espressi
e raggiungibili.
Nel tempo alcuni genitori ci hanno informato che i loro
figli avevano appeso la loro “promessa”
alla testa del proprio letto, nella prima pagina del
diario di scuola o nel portafoglio e che li avevano
informati che una volta al giorno “visualizzavano”
nella loro mente la partita che avrebbero dovuto affrontare
(esperienza sintetica).
La partecipazione dei ragazzi è stata entusiasmante,
si sono dapprima incuriositi e successivamente appassionati
fino a chiederci di effettuare momenti da dedicare al
rilassamento ed alla gestione dell’ansia pre-gara,
a chiederci le situazioni tecniche di gioco da memorizzare
per effettuare esercizi di abilità immaginativa.
Premesso che le esperienze tecniche dei nostri atleti
sono notevolmente inferiori a quelle dei giocatori inglesi
o gallesi, i risultati sono stati per ora molto soddisfacenti,
soprattutto sotto il profilo della disciplina tattica
difensiva, dove è molto facile commettere errori
e essere sanzionati dagli arbitri, gli atleti si sono
comportati davvero bene.
La squadra è scesa in campo sempre serena e consapevole
delle proprie capacità, ha imposto il proprio
gioco ed il proprio ritmo agli avversari almeno per
il primo quarto di gara (non è poco contro i
mostri anglosassoni), ha commesso pochissimi falli,
rispetto alle gare effettuate dalla squadra da me allenata
lo scorso anno (era una Under 19 che ha fatto il Mondiale),
i falli sono scesi del 40%, le sanzioni del 55%, in
cinque partite abbiamo preso soltanto una sanzione che
prevede come penalità la perdita di un giocatore
per un tempo limitato di 10 minuti. (per aver calpestato
un avversario). Lo scorso anno 6 in 8 gare.
Il gruppo ha sempre risposto con grande forza mentale
a momenti difficili come dopo gli infortuni a giocatori
importanti come quelli del capitano Cristiano (il capitano
per ogni giocatore di rugby non è solo il leader
del gruppo ma colui che ha maggiore disponibilità
e coraggio) del vice capitano Giorgio e alla seconda
linea Duca Natale un giocatore fondamentale del nostro
gioco; la squadra a sempre reagito positivamente mantenendo
lucidità anche quando ha subito mete, decisioni
arbitrali discutibili o provocazioni degli avversari.
Nel match contro l’Inghilterra nei minuti finali
del primo tempo, in un momento di disattenzione e disorganizzazione
causato da un grave infortunio accorso a Duca Natale
ed all’espulsione temporanea di un altro atleta,
abbiamo subito 14 punti (su 22 totali), due mete in
poco meno di 3 minuti. A dire il vero poteva essere
l’inizio del crollo, invece i ragazzi non si sono
persi d’animo, hanno preso coscienza e fiducia
dei propri mezzi, hanno ripreso ad attaccare e a difendere
con ordine ed il secondo tempo è finito con un
parziale di 7-3 per noi.
Riteniamo che il nostro lavoro sia stato quello di creare
giocatori di alto livello ma sia stato anche quello
di formare degli uomini equilibrati in campo e fuori.
Ci manca senz’altro il “killer istinct”
perché abbiamo attaccato molto senza segnare
in egual misura, mentre i nostri avversari al primo
errore o distrazione ci hanno punito con dei punti,
ma questo è un altro problema, nasce perlopiù
da una mancanza di qualità agonistica e tecnica
dei nostri campionati.
Uno dei prossimi obiettivi del nostro staff è
continuare a lavorare per far migliorare gli atleti
tecnicamente, tatticamente, fisicamente e mentalmente
associando la migliore soluzione tattica da adottare
a seconda del momento e della situazione della gara.
Massimiliano Ruggiero – allenatore
della squadra nazionale Under
17 e operatore di supporto psicopedagogico
***
E’ stata sicuramente un’esperienza molto
positiva perché alcuni problemi di rapporto interpersonale
non erano mai stati trattati fino in fondo dai miei
compagni e me, e sono convinto che l’uso delle
tecniche di Dinamiche della Mente e del Comportamento
è stato determinante nel rendimento personale
di ogni singolo giocatore dando al gioco di squadra
quel qualcosa in più che ci ha permesso di raggiungere
il nostro obiettivo, la promozione in serie A1.
Pierre Marchesin, capitano dalla Tarvisium di Treviso
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