Ubi squallor minor cessat.

Un pino colonna in Nuova Caledonia, è già qualcosa di disambientato ma vitale e io mi sento un ranuncolo capitato in occidente dall’altro capo del mondo, a rompere l’omogeneità dell’asfalto e del cemento armato uniformemente e pervicacemente dislocato a strangolare papaveri e margherite, che tanto non li mangiano nemmeno le galline americane;
Eppure respiro; e mi muovo con speranzosa curiosità verso la mia naturale ineludibile fine.
- E allora? - Dalle mie nuove parti si suole rispondere…… sessanta minuti.
La lega della battuta è ancora lontana dalla qualità dello stagno (anche perché lo stagno non è una lega) ma con qualche sforzo potrebbe arrivarci.
Dopo di che, tutto resta come prima; aspetto in piedi e quando mi siedo spedisco i pensieri a fare un giro senza scarpe che almeno qualcosa di me si muove nella nebbia del quotidiano. Tanto ce ne sarà di tempo per star fermi in qualche altro posto. O no?
- E fare una bella dieta di patate buone? -

Marcello Bonazzola

Fonte: Easy News n. 22

 


 

 




 

 

 

 



 


 




 




 



 


 

 

 





 





 



 






 
 

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